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Giacomo Simonini


Pota.. diamo un inizio alla storia.
Giugno 2010. 
Ho appena acquistato l'ammiraglia, spesa esosa e ingiustificata,  ma si tratta (forse) di un modo per sfuggire alle vicende lavorative e famigliari che in quel periodo mi stanno mettendo a dura prova. In quel momento per me le torbiere del Sebino sono solo grosse vasche inabitate, il martin pescatore un uccello dei paesi più caldi, come del resto tutti gli animali che vedo in tv nei documentari. La reflex è un magico aggeggio che trasforma la luce in pixel da guardare sullo schermo del pc... una mera questione di profondità di colore, nitidezza e dettaglio. Non riesco ancora a spiegarmi perché  alcune immagini scattate mi piacciono più di altre. Pronti... via! Le uscite fotografiche all'inizio mi aiutano tantissimo a sorpassare il periodo no, regalandomi momenti di quiete, spezzando il ritmo frenetico del lavoro e famiglia. Pian piano i problemi personali vengono superati e rimane  la passione per la natura nonché la voglia di fotografare. Le immagini di natura che si trovano in rete sono magiche ma al tempo stesso un modello difficile da raggiungere. La fama negativa della riserva in fatto di presenze animali, il lavoro e il nuovo ruolo di papà non sono certo un presupposto ben augurante. Ma io non mollo; il primo passo da compiere è l'iscrizione al forum, dove acquisisco le basi per capire cosa non va nelle mie fotografie. Uscita dopo uscita, cercando di non sottrarre troppo tempo alla famiglia, inizio a vedere quello che per 30 anni non avevo mai pensato ci fosse e a sentire ciò che non avevo mai ascoltato. Mi informo e comincio a conoscere "birdwacther" della zona che condividono con me la loro esperienza, arricchendomi. 
Certo, dopo 6 anni nulla è  cambiato in torbiera: riserva dalle mille contraddizioni, ambienti bellissimi ma poco abitati. Di sicuro è cambiato il mio modo di viverla e conoscerla nel suo divenire e nel mutare dei suoi abitanti, con la raggiunta consapevolezza che ogni mio scatto potrà contribuire a dare valore alla riserva stessa. Non sarà la foto ad essere bella e importante in quanto tale ma il soggetto/oggetto che viene immortalato, che deve ricordare la fortuna di avere un luogo tanto speciale vicino a casa. Poterlo valorizzare e perché no migliorare diviene allora la motivazione più forte e gli apprezzamenti per le foto riuscite fanno solo da cornice, anche se non disdegnata.
Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di scrivere sul sito di Naturalife, e mi auguro che il mio modo di vivere la fotografia possa aver contribuito a dare valore a Riserva Naturale Torbiere del Sebino.



























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